Pensieri in libertà di uomini sconfitti che arretrano con gli scarponi sfondati e l'onore svenduto verso brandelli di bandiera ed una fonte dove sciacquare il viso.

Eccomi

Utente: vespa90ss
Nome: beppe miceli
Di radici siciliane, terra verso cui conservo uno stretto ed esclusivo legame, ho trascorso la prima parte della mia vita in Umbria per spostarmi nel 1974 a Firenze. Fra le pieghe della mia fronte la passionalità araba, il mistico sentire francescano, l’erotico fluire etrusco. Tre matrici divergenti che spesso modellano in maniera imprevedibile il mio accogliere e manifestarmi. Percezioni di zingaro che non cerca l'identità di profili marcati ma l’emozione sfumata di sagome in ombra. E mi accontento di sbirciare fra gli strappi della tela che avvolge e cuce natura con poesia.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Ultimi Commenti

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

giovedì, 18 giugno 2009
Incidente sub: non fatelo!

 

foto beppe miceli

 

 

 

Ho smesso di effettuare immersioni rischiose.
Quello che state per vedere è un film che ho girato all'interno della stiva di prua, particolarmente difficile da penetrare, in un troncone di relitto distaccatosi dal grande Genepesca al momento dell'esplosione della mina che lo affondò nel 1945 di fronte a Cecina (LI).
Nell'ambiente dei sub tutti conoscono questa nave che è stata visitata migliaia di volte data la poca profondità dei suoi 32 metri e le sue dimensioni piuttosto rilevanti che ne consentono un'agevole visita almeno in certi locali.
E' una nave che conosco come le mie tasche perchè vi ho svolto circa un centinaio di immersioni: l'ho percorsa in ogni ambiente attraversandola tutta nelle viscere, da cima a fondo, fino ad uscire dal piccolo foro a poppa dove è stata tolta l'elica d'ottone con dell'esplosivo.
Ma non tutti conoscono il troncone della prua spostato circa cento metri più a ovest: nessuno lo aveva mai visitato al suo interno fino a quel momento. Un ingresso estremamente angusto ricoperto anche da una grossa rete che ne sconsigliava l'avvicinamento.

In occasione di questo filmato fui vittima di un incidente che mi vide restare incastrato durante la via del ritorno impedendomi di procedere oltre nè avanti nè indietro. Ho inteso riferirne testimonianza.
Nelle scene finali (che ho dovuto tagliare vista la durata di alcuni minuti del mio incaglio), noterete che mi fermo e non riesco più a raggiungere l'uscita che si intravede sullo sfondo, semicoperta dalla rete.

Le riprese sono state effettuate con due telecamere, la mia e quella di Renato che era rimasto fuori ad aspettarmi. Le immagini in certi momenti sono alternate in dissolvenza e mostrano il procedere dell'episodio dai due punti di osservazione che si susseguono. Ciò che vedevo io e ciò che vedeva Renato.
Riuscii a sbloccarmi con la freddezza dell'incoscienza dovuta alla praticaccia ed oggi posso raccontare questa terribile imprudenza.

Non fatelo.
Evitate di imitarmi. Abbiate rispetto (e non soltanto fiducia) della vostra persona ma anche di chi vi ama. Questo è il primo vero gesto d'amore che deve accompagnare sempre la nostra curiosità e la spinta alla conoscenza.

beppe

questo è il link al filmato

http://www.youtube.com/watch?v=KmCFXrsRmEQ

Postato da: vespa90ss a 11:53 | link | commenti

foto beppe miceli

In bici
 
 
Poi.....
soffia carezza sul volto
il vento del percorso
e insinua la mano amica
fra le colline del tuo respiro
rosso e affannato.
 
Indossi ancora
la mia pelle di zingaro
aggrappata alla tua anima.
 
Scivola in te
il mio amore
pioggia attesa fra i solchi.
 
 
beppe
18 giugno 2009

Postato da: vespa90ss a 08:09 | link | commenti

domenica, 03 maggio 2009

                                                           

                   

                                    Sei nell'anima


Vado punto e a capo cosi
 
Spegnerò le luci e da qui
Sparirai
Pochi attimi
Oltre questa nebbia
Oltre il temporale
C'è una notte lunga e limpida,
Finirà

Ma è la tenerezza
Che ci fa paura

Sei nell'anima
E lì ti lascio per sempre
Sospeso
Immobile
Fermo immagine
Un segno che non passa mai

Vado punto e a capo vedrai
Quel che resta indietro
Non è tutto falso e inutile
Capirai
Lascio andare i giorni
Tra certezze e sbagli
E' una strada stretta stretta
Fino a te

Quanta tenerezza
Non fa più paura

Sei nell'anima
E lì ti lascio per sempre
Sei in ogni parte di me
Ti sento scendere
Fra respiro e battito

Sei nell'anima

Sei nell'anima
In questo spazio indifeso
Inizia
Tutto con te
Non ci serve un perchè
Siamo carne e fiato

Goccia a goccia, fianco a fianco
 
 
 
lei 
 

                                              

Postato da: vespa90ss a 18:58 | link | commenti

domenica, 04 gennaio 2009

foto di beppe miceli 

.

 

La cura

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te

Franco Battiato

http://www.youtube.com/watch?v=mElRcWpqTEA

Postato da: vespa90ss a 21:07 | link | commenti (3)
poesie, canzoni damore

foto di beppe miceli 

 

 

La stagione dell'amore

La stagione dell’amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l’età.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.


La stagione dell’amore viene e va,
all’improvviso senza accorgerti, la vivrai, ti sorprenderà.
Ne abbiamo avute di occasioni
perdendole; non rimpiangerle, non rimpiangerle mai.


Ancora un’altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore.
Nuove possibilità per conoscersi
e gli orizzonti perduti non ritornano mai.


La stagione dell’amore tornerà
con le paure e le scommesse questa volta quanto durerà.
Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.

 

Franco Battiato

 

 http://www.youtube.com/watch?v=1NMs1QLlmaU

Postato da: vespa90ss a 21:00 | link | commenti
poesie, canzoni damore

lunedì, 29 dicembre 2008

 
 
Cervi al Parco Nazionale dello Stelvio 
1700 morti che camminano.
 
 (ovvero, conversando con la mia coscienza)
 
 
Già.....si tratta proprio di questo:
sono dei morti che camminano i 1700 cervi nel mirino dei cacciatori bresciani che non attendono altro se non il via alle danze.
Morti che camminano è una frase che viene usata nel linguaggio di mafia proprio della Sicilia occidentale: eppure siamo nell’angolo opposto d’Italia.
Perché allora usare questa macabra terminologia che appare impropria rivolta a degli animali?  
C’è il motivo. C’è....
Sono morti che camminano perché hanno pestato i piedi a qualcuno.
 
Eppure la loro uccisione in massa, imprevedibile perchè facente riferimento ad animali protetti in un Parco Nazionale, sembra sia stata legittimata e diventata ormai improcrastinabile.
Non sono forse quegli stessi cervi assassini che a branchi di notte attraversano pericolosamente le strade provinciali, quelle che percorrono le valli del bresciano, del sondriano e del trentino  col rischio di "investire e di uccidere" le persone mentre guidano tranquille nelle proprie automobili?
Sì ....mi riferisco proprio a quelle valli famose dove in ognuna di esse si parla una lingua a sé stante e dove gli abitanti non si capiscono bene con quelli della valle accanto. Dove ogni popolazione vive a modo suo, legata indissolubilmente alle leggi della propria tradizione locale ed al proprio retaggio culturale che non prevede sgarri.
Dove cacciatori e bracconieri hanno sempre dettato legge secondo schemi logici di cattura e di senso del possesso della selvaggina difficilmente comprensibili dai non valligiani.
Dove poco o nulla permea dall'esterno perchè è così che accade da sempre, almeno fino a poche decine d'anni fa, quando ancora non esistevano nemmeno le strade a collegare valle con valle.
Dicevamo....
non sono sempre quei cervi maledetti che stanno danneggiando l’ecosistema del Parco mangiandosi tutte le specie vegetali più rare e protette?
Non sono quei cervi dannati che crescendo di numero sottraggono spazio vitale ad altre specie animali diventando padroni assoluti del Parco? Non sono loro?
E allora perché non essere d’accordo nel volerne abbattere almeno 1700, visto che il loro sovrannumero ampiamente documentato dalle più certificate organizzazioni naturalistiche (sì ma quali) ne attesta la necessità? Cosa c’è di tanto orribile e stravolgente? In fondo sono animali....
Daccordo…daccordo...
lascia stare il sarcasmo....
il sovrannumero è stata una svista…sì…cioè….non se n’erano accorti che erano diventati troppi. Cioè…forse sì. Quelli del Parco forse sapevano…ma non pensavano…
Non pensavano cosa????
Non pensavano che….
Cosa?
Non pensavano che tanti cervi potessero recare danni a…..
A cosa? A cosa perdiana?
….beh…ai meleti
 
I meleti????   ......meleti dentro un Parco Nazionale????
Sì…i meleti….
Non posso crederci...
......Meleti!!! 
Quindi mi stai parlando di boschi ripali, di pascoli, di prati, di siepi, di alberi isolati, di arativi distrutti? Mi stai parlando di perdita degli habitat a causa di almeno dieci trattamenti antiparassitari a stagione, pesticidi, diserbanti, fertilizzanti usati a centinaia di tonnellate......... ?
.......e tutto questo dentro un Parco?
Dai...ma hanno impiantato qualcosa di grandioso....
Sono meleti DOC, quelli col bollino…sai? Quelli dell’omino che insegue quella ragazza in bicicletta con la mela in mano per attaccargli il bollino….
Quello della pubblicità….????
Sì lui….ed altre aziende importanti come quella. 
Vivono di mele lassù. Mele e turismo. Tutta un'economia basata su quello. Melicoltura intensiva industriale.
Perché devi sapere che se cinquant’anni fa in ogni Valle del parco c’erano 500 piante di melo, adesso ce ne sono 5.000 ma forse il doppio, il triplo, il quadruplo….non si sa bene.
Meleti ovunque all’interno del Parco, in ogni valle,  perché nessuno ha mai fatto opposizione. Anzi, tutti hanno spinto perchè ciò accadesse, trasformando il proprio orto in una azienda agricola e sfruttando il sistema-copertura del Consorzio. Una manovra realizzabile e concertabile solo ed esclusivamente con l'aiuto politico-economico delle banche locali appoggiate dallo strapotere delle grandi industrie alimentari della zona che hanno saputo tessere con abilità e pazienza questa impeccabile trama.
 
Già….il Consorzio…
un meccanismo perverso che ti consente di trasformare un normale terreno arativo in coltivazione intensiva e consolidare così un'attività agricola in misura contenuta, non esagerata, senza che nessuno si accorga di nulla (almeno sulla carta).
Tante piccole aziende lasciate consorziare liberamente in un’area destinata a Parco.
Singolarmente non figurano molto sulla carta: ma osservando la Valle comprendi nella sua globalità l'imponenza dell'abuso . 
Parlavo di meccanismo perverso perchè allo stesso tempo è un sistema che ti obbliga a consegnare tutto il prodotto a prezzo … beh a prezzo…. poco remunerativo diciamo, nelle mani delle grandi aziende del luogo che governano e regolamentano ogni ritmo vitale degli abitanti.
In un'unica valle trenta piccole aziende, da sole pressochè invisibili ma abilmente consorziate in un qualcosa di gigantesco che producono valanghe di mele straordinariamente buone e le consegnano al Consorzio.
Mele offerte a milioni nei banconi delle massime e più conosciute distribuzioni italiane. Mele per fare anche confetture e dolcificanti. Insomma un giro d’affari spaventosamente straordinario. Un business pilotato dai giganti dell'economia locale e nazionale sfruttando le risorse di un Parco. 
Perché allora non parlare di morti che camminano quando in ballo c’è tanto denaro che viene messo a rischio?
Parli dei cervi?
Certo che parlo dai cervi. Perché oltre ad esserci coltivazioni intensive che non ci dovrebbero essere, i meleti non sono recintati come ogni bravo agricoltore dovrebbe fare. Le recinzioni costano moltissimo ma soprattutto ….danno nell’occhio. Delimitano. Indicano possesso, confine, spazio privato. E tutto ciò collide con le regole, le finalità e gli interessi di un Parco Nazionale.
Quindi arrivo a dedurre che un Parco Nazionale sarebbe stato trasformato nel corso degli anni, sotto il naso di tutti, in una grande coltivazione intensiva di mele......
Esatto.
E i cervi si mangiano tonnellate di mele, vero?
Esatto.
Ed avendo tanto cibo si riproducono in sovrannumero, vero?
Esatto…
Ma allora gli incidenti stradali notturni, le vite umane in pericolo….il danno all’ecosistema…lo spazio vitale sottratto agli altri animali….?
Beh…qualcosa bisognava pur dire….ma un parte di verità c’è e quella può bastare per la gente disinformata.
Capito. Quindi ora 1700 morti che camminano devono dire grazie alle mele e alla “trascuratezza” delle passate gestioni del Parco che hanno garantito l’evolversi di tale situazione?
Già.
E chi provvederà all’uccisione di 1700 cervi? Spero le guardie del Parco?
 
Alt....innanzitutto non si tratta di uccisione ma di "abbattimento selettivo".
Poi perché far spendere soldi al Parco? Le cartucce costano e il personale qualificato pure. E potrebbero esserci guardie contrarie alla caccia: che ci penserebbero su due volte prima di abbattere un cervo.
E invece ne dobbiamo abbattere a migliaia ma soprattutto in fretta.
Ci penseranno i cacciatori della zona (ma solo della zona). L’incarico verrà dato esclusivamente a loro che pagheranno 168 euro per un esemplare, 79 euro nel caso ne abbattano almeno 10.
Ah…tipo paghi due prendi cinque….
Scusa…ma quanto pesa un cervo?
Dai 150 ai 250 chili ….
Quindi nella migliore delle ipotesi carne di cervo a trenta centesimi al chilo? E magari con un bel trofeo (il palco….cioè le corna) che ne vale da solo 400 di euro? Una bella cuccagna davvero per quei poveri valligiani danneggiati dai cervi.
Già.
Ma allora, fra esecutori e mandanti, qui si scatenerà l’inferno…verranno uccisi gli esemplari più grandi e quelli con i palchi più belli…cioè…..
ma chi controllerà il tutto? Chi gestirà questo "abbattimento selettivo"?
Verranno istituiti dei corsi e dopo una prova valutativa saranno rilasciati dei ……
PATENTINI forse????? Esami di selezione venatoria? Solo persone scelte e magari fra gli abitanti della zona?
Ehehehehe: una storia che sa di ndrangheta calabrese e di Cosa Nostra. Ma siamo nell’altra parte dell’Italia e queste cose lì non si fanno….
Però…se ben ricordo …..ho letto un articolo sul gemello Parco dell’Adamello.
Diceva che…beh non diceva proprio bene dei cacciatori locali.
E non era una persona qualsiasi a dirlo ma l’ex Direttore del Parco….
 
http://www.tutelafauna.it/News/Caccia/Val_
Camonica_il_progetto_capriolo_Unoccasione_persa.kl
 
Ricordo alcune frasi che mi avevano colpito particolarmente:
 
" E' soprattutto mancata la collaborazione delle guardie della Provincia di Brescia, i cui controlli degli animali e la cui presenza sul territorio, assidua e a sorpresa, magari senza il vincolo di rigorosi turni di servizio, avrebbero fatto da deterrente .
E per i bracconieri è stato un gioco da ragazzi appostarsi e sparare conoscendo in anticipo i turni di servizio delle guardie. Non a caso, in tutto il 2007 non un solo bracconiere è stato sorpreso sul fatto. Un quadro desolante, aggravato dal fatto che anche gli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno grossi problemi nel monitorare le aree montane. «Facciamo il possibile - spiega il vice questore aggiunto Gualtiero Stolfini, comandante a Brescia - ma siano sotto organico, le risorse sono scarse, e spesso, troppo spesso, anche la benzina è razionata. E poi va detto che un bracconiere sorpreso a sparare viene sanzionato con una ammenda penale di 512 euro!». Troppo poco per fermare la strage .
La provincia di Brescia è, da sempre, la patria dei bracconieri. Lassù, sulle montagne, sono loro che dettano legge. Troppo spesso impuniti saccheggiano a man bassa non solo la fauna stanziale ma anche quella di passaggio. "
 
 
Beh…sai…lì è un altro Parco…altra gente…
Ho capito. Vuoi la ragione a tutti i costi.
Spero che tutto proceda per il verso giusto e che nessuna delle aziende resti in qualche modo coinvolta nello scandalo che ne seguirà per non scivolare in una fossa scavata dai loro stessi concittadini ed operai. Proprio quelli che hanno sottoscritto il Codice Etico creato da una delle più grandi industrie alimentari locali (già.....in mezzo a tanto abuso del paesaggio hanno ideato anche un Codice Etico che per qualche verso ricorda il profumo di un patto di giuramento alla Sacra Corona Unita). 
Sarebbe una mossa davvero sbagliata immolare 1700 cervi per proteggere una parte del prodotto e poi vedersi invischiati nel peggiore scandalo che nessun Codice Etico Industriale potrebbe salvare dall’infamia.
E sempre che qualcuno nel frattempo non ci ripensi e cacci via tutti i mercanti dal tempio.
.
.
beppe miceli
 
 
Se vuoi saperne di più e fare qualcosa:
http://www.ecceterra.org/doc/wwf.impatto.monocoltura_15apr08.pdf
http://www.unaecoanimali.it/pagine/cervi%20stelvio.htm
 
http://notiziedaiparchi.spaces.live.com/Blog/cns!F74CCB810176327C!2037.entry
http://www.mountwild.it/mw/news/displaynews.php?idnews=50
http://terraceleste.wordpress.com/2008/11/14/wwf-il-parco-dello-stelvio-vuole-far-abbattere-1700-cervi-vendendoli-a-cacciatori/

Postato da: vespa90ss a 22:20 | link | commenti
natura, wwf , ambientalismo, cervi, stelvio

domenica, 28 dicembre 2008

Cercando la luce
.
2812081505bis
Giunge un giorno in cui ti accorgi che devi cercarlo e scoprirlo da solo quel piccolo sentiero sopravvissuto al grande incendio dell'infamia.
Una minuscola fetta del bosco è rimasta ancora in vita: là dietro, in un'ansa della collina dove il vento assente ha risparmiato il morso del fuoco.
.
2512081499bis
Qualcosa si muove, lì dentro, tra sottili fili di fumo e farfalle di cenere che oscillano e si posano al suolo: sopravvive la speranza di essere accolto dalla Madre nonostante tutto. Nonostante la colpa di essere Uomo e di vivere tra gli Uomini.
.
2512081501bis
 
Trattenendo il respiro mentre compio il primo passo lungo questo sentiero di luce superstite per raccontare la vergogna dell'amara consapevolezza d’essere Uomo e responsabile in qualche modo del Nulla dilagante.
.
2512081493bis
Trattenendo il respiro per non turbare il silenzio della sopravvivenza. Silenzio che nutre e muove. Che guida il passo verso la luce interiore. Per illuminare gli errori, i dubbi, le incertezze.
Silenzio che è risposta e mano sulla spalla.
Silenzio che è sorriso e speranza.
.
2812081506
.
2512081498bis
Silenzio accoccolato sulle gambe che accarezzo con dolcezza mentre i giorni se ne vanno. Poggiando calda la mano su di esso e trattenendo il respiro per lo sgomento d'essere rimasto quasi solo a percorrere gli stessi passi del daino e della salamandra attraverso il tunnel del verde che si fa sempre più rado.
(cercando la luce nella exTenuta Presidenziale di San Rossore il 21.12.08 - foto di Beppe Miceli)

Postato da: vespa90ss a 10:49 | link | commenti (2)
natura, riflessioni, toscana, macrofotografia

giovedì, 17 aprile 2008

    


 

foto beppe miceli

                                       

 

 

 

 

La cordicella

 

Soffio lieve di vento
a tagliare il nuovo silenzio
cordicella degli occhiali
vigliacca e selvaggia
che ronza ad ogni passo
sussurra all’orecchio
un’ ombra sensuale
nel giallo ginestra
e in gola d’orchidea.
Bacio il tuo giorno
soffice di muschio.

 

 

 

beppe miceli

14.05.08

 

 

      foto beppe miceli

 

 

 

 

Postato da: vespa90ss a 22:20 | link | commenti (1)
poesie, macrofotografia

 

 

 

Goccia a goccia

 

 

Seduta sulle gambe dell'alba
penetro lento l'attesa
il tuo sguardo fisso nel mio
rami appannati
in trama di nebbia
fora il silenzio
il becco giallo del merlo
ed accende fiamme sul volto
vasta carezza
sul prato della schiena
dita nel grano dei capelli
e la mano che arrotonda la guancia
sorregge un respiro sfiancato
rossore del volto
che lascia scivolare
goccia a goccia
la mia vita dalla tua.  

 

beppe

17/04/08

 

2812081508

 

 

Postato da: vespa90ss a 22:01 | link | commenti
poesie

mercoledì, 09 aprile 2008

VITOZZA e i suoi fantasmi 

 

 

 

 

Una visita  in uno straordinario paese fantasma dove probabilmente,

dal primo affacciarsi dell'uomo, si sono succedute generazioni di disperati vissute fra gli stenti e lo sfruttamento dei potenti.

Un viaggio in un mondo di fantasmi dove la fantasia può farli riaffiorare fino a sentirli accanto a sè.

 clicca qui

http://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=45292

 

 

 

Postato da: vespa90ss a 11:36 | link | commenti
natura, fotografia, toscana